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Ci vuole sangue freddo nel prendere decisioni importanti. Quella sera non c’era alcuna decisione importante da prendere,anzi,forse di importante quella sera non c’era proprio un bel niente,ma comunque il sangue freddo poteva fungere da condizionatore.

Era una calda serata passata in compagnia del mio migliore amico in un appartamento situato in un piccolo paesino campano. Era la casa di Kekko,amico da sempre anche se eravamo molto diversi,non avevamo quasi nulla in comune sotto il punto di vista caratteriale,lui era sensibile ma impulsivo a tratti ansioso,io cauto e un po’ più saggio di lui (che modestia…),ma nonostante ciò molte cose ci legavano,infatti i nostri genitori erano amici da sempre e si frequentavano da sempre,eravamo entrambi figli unici e entrambi avevamo un nome lungo,io mi chiamavo Sebastiano e lui si chiamava Francesco,ma dato che odiavamo i nomi lunghi (altra cosa in comune) ci facevamo chiamare Seba e Kekko,due nomi strani…Seba e Kekko suonava tanto da duo comico che si esibisce in tristi locali notturni facendo divertire un pubblico di coppie di mezza età facendo battute spinte,non eravamo comici,ma nemmeno drammatici,eravamo giovani e ci rinfrescavamo con due birre gelate.

Annoiati ormai a notte fonda bocciammo la visione di un film porno,eravamo oramai cresciuti e cercavamo da non poco tempo qualche ragazza che riuscisse a emulare ciò che si può vedere in un comune film hard,con il caldo che faceva da padrone e le zanzare che passeggiavano a braccetto cominciammo una conversazione che,forse per via della birra o per via del caldo,oppure perché no di tutte e due le cose,non aveva alcun filo logico . “Sai Kekko ci penso da tempo,perché non ci iscriviamo ad uno di quei siti di incontri on-line,sai potrebbe funzionare e poi c’è una varia scelta,un po’ come un negozio che svende ciaccare.”. Che poesia il napoletano,nel resto d’Italia si sono trovati svariati nomi per quella cosa: passera,farfallina,topa ecc… ma in napoletano era tutta un’altra cosa,ciaccara poesia unica. Nonostante ciò la risposta di Kekko non fu incoraggiante. “No,non ci penso neanche è come una di quelle vetrine di Amsterdam,con l’unica differenza che è gratis,la trovo una cosa disumana e poi penso che io a breve mi sistemerò ho fatto passi da gigante con Melania”. Melania,un nome,un insieme di sette lettere che ho sentito migliaia e migliaia di volte. Melania era l’ossessione di Kekko una ragazza di cui si era innamorato da più di tre mesi,il mondo di Kekko gira intorno a queste sette lettere,Melania…per lui il solo suono di queste sette parole lo aiutava a stare meglio. Una ragazza bionda,di quindici anni ma già donna come canta il mitico Nino D’Angelo,fece perdere la testa a parecchi ragazzi del paese ma Kekko ne era proprio innamorato,nonostante non avessero mai parlato quello era un amore vissuto singolarmente,un amore solitario di cui ne faceva parte soltanto Kekko.

Nonostante non credessi minimamente alle parole del mio amico,lo lasciai lì sulla sua sdraio a sognare insieme alla sua birra e alla coppia di zanzare che gli ronzavano intorno,era una serata strana fatta di silenzi e di pensieri,non c’era un tema per i discorsi di quella serata,il caldo ci impediva di formulare domande e risposte intelligenti a ragion per cui cercammo una soluzione. “Seba che facciamo qua,non ce la faccio più fa troppo caldo,se resto altri due minuti qui affogo nel sudore” “Metti i braccioli che vuoi da me?” “E dai non fare il cretino” sorseggiò la sua birra “Usciamo un po’ almeno prendiamo un po’ d’aria fresca”. In quel momento non avevo la forza nemmeno di parlare,la lotta con il caldo mi aveva privato di ogni forza,acconsentii la sua proposta e con il suo aiuto riuscii a sollevarmi da quella sdraio.

Eravamo fuori il portone,ci dirigemmo accompagnati da due lattine di coca-cola al solito muretto oramai da anni nostro luogo di incontro e di discussione. “Che palle stasera oh,fa troppo caldo anche per dormire io resterei sveglio fino a domattina”. Come dargli torto,d’altronde non avevo neanche la forza di dargli torto,potevo soltanto dargli ragione facendo segno con la testa. Una delle cose che amava fare Kekko era stare sveglio tutta la notte,specialmente d’estate,così in un’atmosfera surreale sotto la luce soffusa di un lampione continuavano i nostri discorsi,coccolati da un leggero venticello fresco. “Sai Seba ho pensato,e se qualche giorno di questi cerco di parlare con Melania?Sai le cose che si dicono di solito,un “come stai?” o anche semplicemente “ciao” potrebbe servire per cominciare a instaurare almeno un rapporto di amicizia”. Kekko era si giovane,aveva soltanto diciassette anni,ma aveva già un viso da uomo,un’espressione da uomo maturo,nonostante ciò quando parlava di Melania io notavo nei suoi occhi una certa debolezza,gli occhi seri,lo sguardo impassibile diventavano gli occhi di un manga giapponese. 

 

 

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